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Concorso Europeo 2020

Da più di trent’anni il Movimento per la vita propone il Concorso Europeo nelle scuole medie superiori e nelle Università di tutta Italia. La partecipazione di circa un milione di studenti – di cui oltre 7000 giovani hanno partecipato ai viaggi conclusivi a Strasburgo presso le istituzioni europee-, e la testimonianza di molti giovani concorrenti, adulti, prova l’efficacia di questa iniziativa.
Da alcuni anni il concorso europeo è stato intitolato ad Alessio Solinas, membro dell’équipe giovani scomparso il 24 Luglio 2016.
I cambiamenti principali del concorso di questi ultimi anni riguardano la natura dei premi e la diversificazione della proposta tra gli studenti che frequentano il triennio delle scuole superiori e gli studenti universitari. I partecipanti di entrambi le categorie potranno affrontare il tema proposto secondo diverse modalità, nell’ambito della scrittura, della produzione grafica e di elaborati multimediali; i premi invece risultano differenti per le due categorie.
Il titolo di questa edizione sarà: “Papà! Niente di più semplice, nulla di più essenziale”. Il dossier di approfondimento sarà inserito e consultabile nel sito www.prolife.it. Il termine della consegna degli elaborati è fissato al 10 maggio 2020.
Naturalmente ogni argomento può essere trattato autonomamente oppure alcune tematiche possono essere sviluppate insieme. Certamente la guida dell’insegnante è un prezioso contributo! In allegato a questo post, il modulo per l’inserimento nel POF da parte dei docenti. Puoi scaricare da questa pagina il dossier di approfondimento del concorso: esso raccoglie analisi e riflessioni, che è auspicabile siano tradotti dai docenti in stimoli capaci di suscitare l’interesse personale dei giovani. Il dossier contiene inoltre il regolamento e gli indirizzi delle segreterie regionali del Concorso.

Il Papa contro i giudici che creano “nuovi diritti”

Papa Francesco parla di eutanasia e critica le ingerenze. Insorgono i radicali.

Rosario Livatino è un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l’attualità delle sue riflessioni. In una conferenza, riferendosi alla questione dell’eutanasia, e riprendendo le preoccupazioni che un parlamentare laico del tempo aveva per l’introduzione di un presunto diritto all’eutanasia, egli faceva questa osservazione: «Se l’opposizione del credente a questa legge si fonda sulla convinzione che la vita umana […] è dono divino che all’uomo non è lecito soffocare o interrompere, altrettanto motivata è l’opposizione del non credente che si fonda sulla convinzione che la vita sia tutelata dal diritto naturale, che nessun diritto positivo può violare o contraddire, dal momento che essa appartiene alla sfera dei beni “indisponibili”, che né i singoli né la collettività possono aggredire».
Queste considerazioni sembrano distanti dalle sentenze che in tema di diritto alla vita vengono talora pronunciate nelle aule di giustizia, in Italia e in tanti ordinamenti democratici. Pronunce per le quali l’interesse principale di una persona disabile o anziana sarebbe quello di morire e non di essere curato; o che – secondo una giurisprudenza che si autodefinisce “creativa” – inventano un “diritto di morire” privo di qualsiasi fondamento giuridico, e in questo modo affievoliscono gli sforzi per lenire il dolore e non abbandonare a se stessa la persona che si avvia a concludere la propria esistenza.

(Tratto dal discorso del santo padre Francesco ai membri del Centro studi “Rosario Livatino”, 29/11/2019)

Papa Francesco: no a suicidio assistito ed eutanasia

Di fronte a qualsiasi cambiamento della medicina e della società da voi identificato, è importante che il medico non perda di vista la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e la sua fragilità. Un uomo o una donna da accompagnare con coscienza, con intelligenza e cuore, specialmente nelle situazioni più gravi. Con questo atteggiamento si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia.

Si tratta di strade sbrigative di fronte a scelte che non sono, come potrebbero sembrare, espressione di libertà della persona, quando includono lo scarto del malato come possibilità, o falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte. Come afferma la Nuova Carta per gli Operatori Sanitari: «Non esiste un diritto a disporre arbitrariamente della propria vita, per cui nessun medico può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente» (n. 169).

Papa Francesco, Discorso alla Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (20 settembre 2019)